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Oggi è Domenica, 5 Settembre 2010__
_MEMORIE URBANE

La fabbrica e il villaggio
Domenico Mollura
Marzo 2010

Le storie del “miracolo economico” italiano contengono spesso altre storie poco conosciute, pur avendo cambiato profondamente molte delle nostre città. Impero Eni. L'architettura aziendale e l'urbanistica di Enrico Mattei di Dorothea Deschermeier (Damiani Editore, 2009) indaga su un segmento tutt'altro che secondario delle politiche aziendali dell'Ente Nazionale per gli Idrocarburi: gli interventi in campo edilizio e urbano durante la Presidenza Mattei (1953-62), considerati dallo stesso presidente «[...] strumenti strategici finalizzati al raggiungimento di precisi obiettivi» (p. 14) e, per questo in alcuni casi, realizzati sotto le sue dirette indicazioni.

Il volume fotografa l’Italia della ricostruzione e della ripresa economica attraverso l'obiettivo di un ente statale uscito dalle distruzioni belliche con la prospettiva della chiusura, evitata grazie al suo “liquidatore”. Enrico Mattei, infatti, è l'uomo della svolta che crede fermamente nel progresso del proprio Paese e nella sua – difficilissima – autosufficienza energetica, convinto che l'Eni ne sia una pedina fondamentale. L'appellativo “impero”, utilizzato nel titolo, descrive bene il grande impegno della società in attività che spesso esulano dalla più stretta missione aziendale: oltre alla produzione industriale ed all’amministrazione di un efficiente apparato organizzativo, Eni consolida e “difende” la sua presenza sul territorio edificando città e quartieri.

Ravenna incrocia le vicende dell'Eni nel 1954, mentre a San Donato Milanese si realizza “Metanopoli”, la città voluta da Mattei come cuore pulsante e centro nevralgico della Società appena rinata. La scoperta di un giacimento di metano presso Porto Corsini, cambia alcune strategie aziendali che immettono Eni nel mercato dei fertilizzanti e della gomma sintetica. Lo stabilimento A.N.I.C. (Azienda Nazionale Idrogenerazione Combustibili) lungo il Canale Candiano viene costruito su progetto degli architetti Ratti e Bacigalupo di Milano, già attivi presso Metanopoli, ed inaugurato nel 1958; nello stesso anno, il polo petrolchimico di Ravenna è il protagonista assoluto del padiglione Eni alla Fiera Campionaria di Milano, allestito in quella edizione da Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

La necessità di avere tecnici ed operai a disposizione permanente dell'impianto spinse l'Eni a predisporre un piano di edilizia residenziale da collocare, in una prima proposta, a ridosso dello stabilimento. Il piano venne abbandonato ma non l'idea di un insediamento residenziale nella posizione già immaginata: in via transitoria venne costruito nel 1956-57 un solo edificio, il cosiddetto “Modulo Z” per la sua forma planimetrica, in realtà abitato anche nei decenni successivi. L'importanza dell'attività dell'Anic, tuttavia, implica la costruzione di un quartiere residenziale, dotato di tutti i servizi necessari agli operai ed alle loro famiglie, localizzato a poca distanza dallo stabilimento. Nasce in questo modo il progetto per il “Villaggio Anic” realizzato in quattro successive fasi, dal primo nucleo a ridosso della via Chiavica Romea fino all'espansione oltre l'attuale viale Mattei.
Il libro si sofferma sull'alto livello qualitativo del villaggio composto da diverse tipologie insediative (a torre, in linea, a corte aperta), organizzate in modo da circondare ampi spazi immersi nel verde e attrezzati per il gioco.

Alla residenza si affiancavano i servizi che rendevano il quartiere autonomo dal resto della città, obiettivo strategico sviluppato da Eni anche per il successivo villaggio di Gela. Gli edifici, infatti, dipendevano unicamente dalla centrale idrica e dalla centrale termica a loro uso esclusivo; sorsero poi la scuola materna (il cui aspetto appare oggi modificato), la scuola elementare (sostituita da un centro commerciale) e la chiesa, presenza significativa tanto a Metanopoli quanto nel villaggio per vacanze di Corte di Cadore, costruita solo nel 1969-71 e dedicata a San Giuseppe Operaio. A lavori conclusi (1964) il Villaggio Anic poteva ospitare circa 2000 persone.
Il libro, ricco di spunti e di testimonianze dirette, restituisce un'immagine vivida dello slancio innovativo che Eni imprime alle abitudini degli italiani, alle condizioni di vita dei propri dipendenti, al modo di pensare un’azienda anche grazie agli «episodi di architettura ed urbanistica» presentati. I contenuti specifici sono sintetizzati nei titoli che suddividono il volume in parti tematiche (i villaggi operai, i villaggi per vacanza, la comunità aziendale, l'immagine dell'Eni nel mondo...) e danno la misura della dimensione “globale” raggiunta, in brevissimo tempo, dall’azienda guidata da Mattei. Il ricorso ad un notevole apparato iconografico, contribuisce a focalizzare l'attenzione sulla modernità di molte scelte aziendali e sul ruolo della comunicazione (siamo negli anni '50) nelle strategie di mercato.





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